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Fatturato da 4 miliardi
Rassegna Stampa [da: Metro-12-06]

Il fatturato delle vendite online del 2006 raggiungerà, come previso nell'osservatorio di giugno, i 4 miliardi di euro. Nel 2007 si prevede un tasso di crescita intorno al 40% e un fatturato di 5,7 miliardi di euro. Crescerà ad un ritmo leggermente superiore (45%) il numero di ordini che toccherà la soglia dei 23 milioni, se consideriamo solo gli ordini dei comparti turismo, assicurazione, informatica ed elettronica, abbigliamento, libri e grocery (saranno oltre 70 milioni in totale).

Scontrino medio di 170 euro
Nel 2007 lo scontrino medio delle compere via internet per i settori più gettonati (turismo, informatica, abbigliamento e libri) si attesterà intorno ai 170 euro, mentre la media complessiva per tutti gli acquisti sarà di 80 euro.
 
A Natale è boom di acquisti sul Web
Rassegna Stampa [da: Metro-12.06]

Gli Italiani scelgono il web per i propri acquisti di più a Natale che nel resto dell'anno: da una ricerca su oltre 50 dei principali operatori e-commerce condotta da Netcomem (Consorzio del commercio elettronico italiano) e dal Politecnico di Milano, emerge che tra novembre e dicembre il settore fatturerà 877 milioni di euro, con una crescita del 44% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del 20% rispetto alla media annuale. Alcuni comparti mostrano una vitalità nel periodo natalizio superiore alla media del settore, come ad esempio i viaggi, che a Natale fatturano circa il 40% dell'intero anno, l'elettronica di consumo e l'informatica che raggiungono in questi due mesi circa il 25% delle vendite complessive. Bene anche libri, musica ed audiovisivi che vendono in questo arco temporale oltre il 20% delle vendite annuali.
L'e-commerce? Bene se c' anche il venditore
Rassegna Stampa [da: Corsera-10-03]

Incoraggianti i risultati ottenuti al padiglione 13 dove le persone hanno acquistato olio, biancheria intima e libri.

MILANO - Grazie a quel tocco di fisicità che non guasta a Smau il commercio elettronico raccoglie consensi. E conferma che la multicanalità (negozi reali e virtuali) è la strada vincente e che i commercianti hanno per il momento ancora un ruolo. E-commerceland, l'area allestita al padiglione 13 dal sito specializzato nella comparazione dei prezzi costameno.it, è stata visitata in questi giorni da migliaia di persone attratte da qualche offerta particolarmente allettante ma anche dalla possibilità di vedere chi sta dietro i siti di vendita online.
«Molti chiedono informazioni sulla garanzia dei prodotti e la sicurezza dei pagamenti», spiega Thomas Grones, business development manager di costameno.it, mentre altri sono lì proprio per imparare a comprare online. L'olio extravergine di oliva di Olio Carli, i libri di Internet bookshop, o la spesa online di volendo.com sono alcuni dei trenta punti vendita presenti nell'area che rappresenta anche un piccolo laboratorio per i negozi.«Al nostro stand sono venuti i vecchi clienti che volevano conoscerci di persona e molti di nuovi che sono utili per farci comprendere meglio i processi di acquisto», racconta Giorgio Roianigo di Bow.it.
Il maketing manager del sito specializzato nella vendita di prodotti hi tech non ha passato il tempo solo a scrutare dove si muovevano i mouse dei nuovi clienti clienti. Anche il registratore di cassa ha dovuto lavorare. Se infatti durante un normale sabato con le sole vendite online gli scontrini superano di poco le trenta unità, ieri bow.it ha toccato il recond storico con 130 vendite. Soddisfazione si coglie anche dalle parti di pixmania, sito francese presente ormai nei principali paesi europei specializzato nei prodotti per la fotografia digitale.
Luca Gerini di pixmania dice di non essere molto interessato alle cifre di vendita. «Non le ho ancora guardate perché non mi interessano, eravamo qui per altri motivi». Farsi conoscere e spigare finalmente a voce perché si può mettere il numero di carta di credito online dormendo sonni tranquilli era uno degli obiettivi principali del sito che in pochi mesi ha visto un'impennata degli acquisti provenienti dalla Penisola. Nonostante pixmania abbia aperto solo a maggio gli italiani sono secondi in Europa dietro gli svedesi con uno scontrino medio di 631 euro.

Luigi Ferro

I siti ecommerce protagonisti a Natale
Rassegna Stampa [da: DGMag-11-06]

Le previsioni di eMarketer sugli acquisti online per il prossimo Natale sono rosee.
La società di statistiche infatti prevede per i siti ecommerce un aumento delle vendite del 22% rispetto al 2005 negli USA. In Italia questa crescita potrebbe oscillare fra il 20% e il 10% secondo le stime del settore.
Negli anni passati, comunque, Natale è sempre stato il periodo migliore per i siti ecommerce e per coloro che vendono prodotti e servizi online. Si stima, infatti, che l'ultimo trimestre dell'anno frutti in media un terzo di tutte le vendite online.
Il mese in cui gli utenti cominciano ad acquistare sui siti ecommerce è Ottobre seguito da Novembre. A Dicembre acquistano i ritardari che sono comunque almeno il 40% degli acquirenti natalizi.
Così come negli anni scorsi il picco si avrà probabilmente fra il 10 e il 15 Dicembre.
Tutti pronti dunque; chi ha un sito ecommerce metta a punto il proprio server perchè fra poco potrebbe notare un forte aumento di traffico!
Fazio prepara regole per l'e-commerce
Rassegna Stampa [da: la Repubblica-05-01]

ROMA - Antonio Fazio, il governatore di Bankitalia, sta preparando nuove regole per trading on line e e commerce. La notizia gira da tempo, ma adesso arrivano conferme da ambienti vicini all'istituto centrale. Un'esigenza che Fazio sente da parecchi mesi, ma che ha dovuto accelerare a tappe forzate per il boom incredibile del fenomeno. Un primo testo, secondo le indiscrezioni, dovrebbe essere pronto già entro la fine del mese.
Alla preparazione delle nuove procedure doc di Bankitalia in tema di sicurezza e riservatezza delle transazioni virtuali stanno lavorando i tecnici della Vigilanza, a cavallo con altri due settori esposti in prima linea: la nuova direzione della sorveglianza ed il sistema dei pagamenti. Le attività di on line banking investono infatti il nodo centrale della moneta elettronica cui Bankitalia ha dedicato proprio nei mesi scorsi un accurato libro bianco: vi si precisa che "il quadro regolamentare di natura prudenziale potrebbe subire adattamenti in relazione all'adozione della normativa europea".
Il fenomeno dell'e-banking è infatti esploso a livello europeo e del tema è investita sia la stessa Bce sia le altre banche centrali. In stretto contatto con Bankitalia è il Tesoro dove seguono con grande attenzione gli sviluppi delle nuove regolamentazioni normative.
Da più parti si moltiplicano le pressioni a favore di una legge-quadro sui nuovi settori tecnologici che investono trasversalmente tutti gli apparati produttivi. La banca centrale non può svolgere infatti la consueta opera di moral suasion nei confronti di soggetti diversi da banche, sim e intermediari finanziari.
Qualcosa comunque comincia a muoversi anche a livello di tassazione dell'e-commerce nell'Ue. Nell'ultimo Ecofin l'8 maggio scorso la Commissione europea ha infatti comunicato che nell'ambito del progetto di razionalizzazione e ristrutturazione dell'Iva sarà inserita una proposta di regolamentazione della transazioni e-commerce. Se ne parlerà nelle prossime riunioni del G-11 anche se formalmente l'argomento non è all'ordine del giorno al vertice del 5 giugno.
E-commerce: aumenta la spesa della famiglia italiana
Rassegna Stampa [da: la Repubblica-04-00]

ROMA - Un milione e mezzo di lire. Tanto spenderà nel Duemila ogni famiglia italiana collegata in Rete per lo shopping virtuale. Tre volte di più di quanto la stessa famiglia spendeva nel 1998, quando sulla Rete acquistava beni e servizi per un importo che mediamente non superava le 500 mila lire (contro il milione e ottocentomila di una famiglia americana). Un bel balzo in avanti, ma ancora nulla rispetto agli Stati Uniti dove lo shopping in Rete cammina al galoppo: ogni gruppo familiare Usa spenderà circa 3 milioni e 850 mila lire nel Duemila, più del doppio di quanto saranno disposti a fare gli italiani. Ma il divario, che fino a due anni fa era accentuato, inizia a restringersi: i dati provengono dall'istito americano Forrester Research, Databank e Politecnico di Milano.
L'e-commerce, che fino al 1998 sembrava appannaggio della famiglia Usa, gran consumatrice di tecnologie e computer, sta piantando solide radici anche in Italia. E a tassi di sviluppo elevati: già nel 2001 la famiglia italiana sarà disposta a spendere sulla Rete un milione e 800 mila lire.
A far lievitare la spesa online sarà il numero di famiglie collegate in Rete, destinato ad aumentare di giorno in giorno. Nel 2001 negli Usa una famiglia su due avrà l'accesso a Internet, contro il 28 per cento dell'Italia, (dove ancora nel 1998 erano solo 3 famiglie su 100 a essere collegate).
Dati che inducono l'Istituto di ricerca a fare una previsione sul fatturato futuro dell'e-commerce: in Italia, nel corso del Duemila, non dovrebbe superare i 1.800 miliardi di lire per raggiungere, nel 2001, la cifra di 4.500 miliardi. Il balzo è evidente: nel 1998 il fatturato dell'e-commerce era di appena 100 miliardi, ma già l'anno dopo aveva raggiunto i 600. Gli Usa registreranno fatturati ben più elevati, a cinque e sei cifre: 68 mila miliardi quest'anno e oltre i centomila nel 2001. La corsa all'acquisto online è aperta.

 

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